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Olivia Rose
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Apollo is spending $75 billion on AI chips — the AI buildout is now private-equity scale. 🟠
BTC at $75,845, holding $75,000. Support: $75,000. Resistance: $76,371, then $79,000.
Chips are the new oil — and the AI trade keeps pulling risk assets along.
My take: AI infra is the macro tide; BTC holds $75K until CPI tells it where to go.
Is AI spend the next bubble, or the next backbone? 👇
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Apollo prevede di spendere 75 miliardi di dollari per l'acquisto di chip AI, una scala molto superiore a qualsiasi altra Neocloud
Il colosso del private equity Apollo Global Management sta scommettendo sul mercato dei chip AI su una scala senza precedenti, con due operazioni di chip in sospeso per un valore complessivo di 75 miliardi di dollari, superando non solo i 27 miliardi di dollari raccolti dal più grande neocloud CoreWeave dal 2023, ma anche di oltre 10 volte il secondo concorrente in classifica. Secondo l'ultimo rapporto di The Information, SpaceX ha annunciato l'affitto di chip Vera Rubin di Nvidia per un valore di 40 miliardi di dollari, mentre Apollo acquisterà questi chip tramite una sua controllata per poi affittarli a SpaceX. In precedenza, a giugno di quest'anno, Apollo aveva annunciato una collaborazione con Broadcom e Blackstone per finanziare con 35 miliardi di dollari l'acquisto di processori Tensor (TPU) di Google da affittare ad Anthropic. Una volta completate queste operazioni, in termini di possesso di chip AI, Apollo sarà secondo solo ai colossi del cloud come Amazon, Microsoft e Google, diventando il giocatore non hyperscale con la più grande riserva di chip al mondo, cambiando radicalmente il panorama competitivo dell'infrastruttura AI. Apollo guadagna commissioni tramite l'intermediazione delle operazioni e la gestione dei fondi di finanziamento. Due grandi operazioni consolidano la posizione dominante nei chip L'attuale portafoglio chip di Apollo si basa su due operazioni principali. La prima è l'operazione da 35 miliardi di dollari annunciata a giugno: Apollo, insieme a Broadcom e Blackstone, acquista TPU di Google per affittarli alla startup AI Anthropic. La seconda, emersa la scorsa settimana con l'annuncio di SpaceX, riguarda un'operazione da 40 miliardi di dollari: Apollo acquista chip Vera Rubin di Nvidia tramite una controllata e li affitta a SpaceX, la società di Elon Musk. Le due operazioni, per un totale di 75 miliardi di dollari, fanno di Apollo il leader nel finanziamento di chip, superando di gran lunga qualsiasi neocloud. Secondo i dati raccolti da The Information, CoreWeave ha raccolto 27 miliardi di dollari dal 2023 tramite finanziamenti garantiti da chip, posizionandosi al primo posto tra i neocloud; seguono Valor (5,4 miliardi), Nscale (4,9 miliardi), IREN (3,9 miliardi), Lambda (1,5 miliardi), Crusoe (1,1 miliardi), Nebius (775 milioni) e Sharon AI (356 milioni). È importante notare che queste statistiche includono solo finanziamenti garantiti da GPU e TPU, escludendo obbligazioni convertibili e linee di credito emesse dai neocloud per finanziare le operazioni. Inoltre, la scorsa settimana è stata annunciata un'altra operazione da 63 miliardi di dollari organizzata congiuntamente da Citigroup, Bank of America e Blackstone per finanziare l'acquisto di chip Broadcom da parte di Anthropic, che non è stata inclusa nel confronto perché le parti non hanno rivelato chi detiene effettivamente questi chip. Modello di finanziamento dei chip: replica su larga scala della struttura SPV La struttura di finanziamento dei chip adottata da Apollo deriva dal modello di veicolo a scopo speciale (SPV) creato congiuntamente da CoreWeave e Blackstone nel 2023. In questo schema, il neocloud e il partner finanziario creano un SPV che emette debito per acquistare chip, mentre i canoni di noleggio pagati dagli utenti finali servono a rimborsare il debito. La logica operativa di Apollo segue questa linea, ma su scala molto più ampia. A differenza di molti neocloud, Apollo non investe capitali aggiuntivi per costruire data center per lo stoccaggio dei chip; il suo modello di business è più focalizzato: acquistare chip, affittarli agli utenti finali e guadagnare commissioni di intermediazione e gestione dei fondi. I colossi hyperscale del cloud non necessitano di strutture SPV e possono acquistare chip direttamente tramite flussi di cassa liberi, emissione di azioni o obbligazioni societarie tradizionali, questa è la differenza sostanziale tra Apollo e i grandi hyperscale. Il capitale assicurativo guida la trasformazione di Apollo La grande scommessa di Apollo sui chip riflette la profonda trasformazione di questa storica società di private equity negli ultimi dieci anni. Fondata oltre 36 anni fa dal miliardario Leon Black, Apollo è nota per le acquisizioni con leva finanziaria, tra cui l'acquisto nel 2008 del colosso dei casinò Harrah's Entertainment per quasi 30 miliardi di dollari. Negli ultimi dieci anni, Apollo ha attratto ingenti capitali dalle compagnie assicurative. Questi capitali preferiscono asset con rendimenti superiori alle obbligazioni investment grade ma con rating ancora investment grade, e le operazioni di finanziamento dei chip si adattano perfettamente a questa esigenza. Questo cambiamento nella struttura del capitale ha fornito ad Apollo le risorse necessarie per un ampio posizionamento nell'infrastruttura AI. Il finanziamento dei chip rappresenta per Apollo una nuova direzione di business, ma la logica sottostante è simile al credito privato tradizionale: fornire finanziamenti strutturati garantiti da asset e guadagnare un margine di interesse stabile. Con la domanda di potenza di calcolo AI in continua crescita, Apollo sta portando questa logica a un nuovo livello.
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