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L'inflazione CPI degli Stati Uniti a settembre è stata del 3,7% su base annua, il core CPI del 2,6%,
entrambi superiori alle aspettative,
il mercato scommette nuovamente su un aumento dei tassi da parte della Fed o su tassi elevati mantenuti più a lungo.
L'oro è stato immediatamente colpito,
il prezzo spot è sceso da circa 4150 a sotto i 4100,
nel breve termine (1-2 settimane),
potrebbe oscillare al ribasso,
vedremo se la soglia di 4000 dollari reggerà.
La soglia di 4000 dollari è considerata da molte istituzioni un forte supporto,
qui gli acquisti da parte delle banche centrali e i fondi ETF interverranno.
Ma se il dollaro e i rendimenti dei titoli di Stato USA continueranno a rafforzarsi,
nel breve termine potrebbe esserci una breve rottura per poi un recupero.
Da monitorare con attenzione la riunione della Fed del 28 ottobre: se il CPI supererà le aspettative e aumenterà le attese di rialzo dei tassi,
le azioni aurifere subiranno ancora pressione nel breve termine.
Quindi, ora non è il momento di comprare a fondo.
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