Aggiornamento sulla situazione tra USA e Iran del 15 ottobre!
Netanyahu ha chiaramente dichiarato che non attaccherà l'Iran prima delle elezioni, confermando ulteriormente le precedenti ipotesi che la pressione militare sull'Iran fosse una scelta fatta in vista delle elezioni di Netanyahu. Naturalmente, a breve termine questa situazione è positiva per la situazione tra Stati Uniti e Iran. #Attacco alla sede di Saudi Aramco, attenzione alla fornitura di petrolio Il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti sta considerando di sospendere temporaneamente le sanzioni contro la "flotta ombra", con l'obiettivo di alleviare l'offerta energetica internazionale, mentre l'Agenzia Internazionale per l'Energia, dopo aver rilasciato inizialmente 20 milioni di barili di petrolio, è stata messa in discussione dagli Stati Uniti, che ritengono insufficiente la quantità rilasciata e sperano in un rilascio di 100 milioni di barili. Queste due notizie indicano chiaramente che gli Stati Uniti sono ancora preoccupati per l'offerta energetica internazionale, sia per l'accordo precedente con la Russia, sia per la richiesta attuale all'AIE di accelerare il rilascio di petrolio, essenzialmente temendo l'impatto dei prezzi elevati del petrolio. Secondo i media, basandosi su immagini satellitari e radar, l'attacco iraniano precedente alle strutture energetiche in Arabia Saudita e altrove è stato pianificato con l'obiettivo di distruggere le vie di esportazione energetica alternative allo Stretto di Hormuz. Attualmente, questo piano sembra essere riuscito; dopo molteplici verifiche dei dati, la possibilità di un piano alternativo di trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz è bassa. Considerando la situazione generale e l'andamento dei prezzi del petrolio, a breve termine la situazione si è temporaneamente calmata. Nonostante il prezzo del Brent sia diminuito, non è sceso in una zona pericolosa. È importante notare che il prezzo del WTI, il petrolio americano, continua a salire, evidenziando che l'offerta energetica nel mercato statunitense è più tesa rispetto a quella internazionale. Se questa tendenza dei prezzi dovesse continuare, la pressione su Trump all'interno degli Stati Uniti aumenterebbe ulteriormente. Quindi, se Trump dovesse sopportare ulteriori pressioni dal settore petrolifero...
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